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Maratona di Firenze


Dopo mesi di assidui e costanti allenamenti, correndo nei meravigliosi parchi di Monza e Montevecchia e lungo le suggestive piste ciclabili che costeggiano i fiumi che impreziosiscono il nostro paesaggio lombardo, eccoci pronti alla linea di partenza della maratona di Firenze.
Sì, siamo noi, Bruno, Lorenzo, Massimo ed io, amici affiatati e uniti da questa forte passione per il running. Manca all’appello Danilo, che si presenterà alla maratona di Reggio Emilia fra due settimane.
Dopo aver ritirato i pettorali all’expo, allestito a festa per la manifestazione sportiva, ceniamo tutti insieme davanti ad un buon piatto di pasta in un ristorante tipico toscano. Con noi anche Laura e Simona, nostre sostenitrici, e Gigi, un caro amico di vecchia data che ospita me e Bruno nella sua bella casa fiorentina.
Sono le 6:30 di mattina quando suona la sveglia; l’adrenalina inizia a scorrere col primo caffè fumante e la ricca colazione.
Raggiungiamo Lungarno della Zecca Vecchia dove, dopo aver depositato le borse, ci dirigiamo ai cancelli di partenza.
L’atmosfera è festosa, frizzante, contrasta il cielo plumbeo che non ci intimorisce neanche con qualche goccia di pioggia che ci bagna poco prima della partenza. Le voci che giungono alle orecchie fanno capire quanto sia internazionale questa manifestazione e le maglie multicolori dei partecipanti indicano paesi e regioni di provenienza.
Foto di gruppo sul Lungarno che per un giorno si trasforma in spogliatoio comune; l’odore di canfora aleggia nell’aria e le gambe iniziano a scalpitare.
Musica e applausi anticipano il count down delle 9:15 e la gara ha inizio.
Affrontiamo i primi km insieme, il gruppo di partenza è molto serrato e il passo è medio, dopo il 5′ km entriamo nel Parco delle Cascine e iniziamo a diradarci.
Massimo rimane poco più indietro mentre Lorenzo corre avanti, rimango così con Bruno impostando una velocità di crociera di 5,05-5,10 min/km, velocità che mi permette di gestire al meglio le mie forze. Non sto spingendo sulle gambe, è come se andassero da sole, mi ascolto e le assecondo.
Passiamo il controllo del 10′ km in 51:57, prendo al volo un bicchiere contenente una bevanda salina e via di nuovo col passo allegro e costante godendomi la bellezza del Parco fiorentino.
Costeggiamo l’ippodromo e subito dopo il 15′ km attraversiamo l’Arno sul Ponte alla Vittoria e fiancheggiamo il fiume per 1 km. Voltiamo a destra fino a raggiungere il Giardino di Boboli, la strada è gremita di persone che applaudono al nostro passaggio, ammiriamo la grandezza di Palazzo Pitti e raggiungiamo così il 20′ km.
Assumo una bevanda energetica e al ristoro mi disseto con sali minerali.
Il passaggio alla mezza segna 1:48:55. Sono a metà gara e mi sento benissimo, le gambe sono leggere e il ritmo costante, non forzo il passo, continuo ad ascoltarmi e i pensieri volano metro dopo metro.
Agli spugnaggi che incontriamo lungo il percorso mi rinfresco la pelle accaldata perché, nonostante la giornata uggiosa, la temperatura è mite e soffriamo un po’ il caldo.
Ci allontaniamo dal centro storico e raggiungiamo lo Stadio Comunale.
Al passaggio del 25′ km segno 2:08:43 con una media di 5,04 min/km. Proprio al ristoro perdo il contatto con Bruno.
Il tifo è caloroso e la partecipazione della gente molto sentita. Questo ci dà la carica per raggiungere il 30′ km e affrontare gli ultimi 12 km con tanta grinta.
Assumo un altro gel energetico e bevo al volo un bicchiere contenente sali minerali.
Ci avviciniamo sempre più al centro storico e il pubblico si accalca lungo i marciapiedi partecipando con tifo e applausi al nostro passaggio.
Continuo a sentirmi bene, anche se rallento di qualche secondo al km, supero tanti maratoneti che iniziano ad avvisare crampi e stanchezza. Mi ero prefissata di chiudere la maratona entro le 3:40… -forse ce la faccio – penso.
Raggiungo Lorenzo che, in crisi, rallenta il passo.
Non mollo, continuo imperterrita e giungo al ristoro del 35′ km, afferro al volo il bicchiere contenente sali minerali e via l’ultimo sforzo!
I muscoli rispondono bene e tengo duro, supero tanti che vengono sopraffatti dal cosiddetto muro del 30′ km che intimorisce psicologicamente e fisicamente.
Giungo al 39′ km e passo l’Arno attraverso il Ponte Santa Trinità, il pubblico presente forma un cordone di entusiasmo che fa accapponare la pelle.
Mancano solo 2 km e, nonostante la stanchezza che si sta affacciando, inizio a realizzare di poter chiudere la maratona nel tempo da me desiderato. Ripasso il fiume su Ponte Vecchio ed entriamo nel cuore antico della città fiorentina.
Le mie gambe rallentano un poco ma la mia testa urla di tenere duro.
Percorriamo via Dei Calzaiuoli, la riconosco, proprio da qui è avvenuta la partenza della 100 km del Passatore corsa a maggio. Entriamo in Piazza del Duomo, bella, maestosa, coi suoi bei marmi e uno stile che tutto il mondo ci invidia; è gremita di gente e turisti provenienti da molti paesi.
Ormai mancano una manciata di metri, stringo i denti e, raccolte le ultime forze, allungo fino a quando il tappeto azzurro anticipa la finish line. Chiudo in 3:39:38, ce l’ho fatta! Trattengo a fatica la mia gioia ed esulto per il risultato di questa mia decima maratona, cerco Bruno ma non lo vedo, incontro Laura, che ci aspetta all’arrivo, e mi comunica che sono la prima del gruppo.
Poco dopo ecco Bruno che taglia il traguardo in 3:43:03.
Sopraggiunge Lorenzo dolorante per uno strappo alla coscia che conclude in 3:44:40.
Anche Massimo chiude deluso la sua terza maratona in 3:57:15.
Ci stringiamo tutti con un forte abbraccio che racchiude in sè ore e ore di allenamenti, aspettative, soddisfazioni e delusioni.

Mi classifico
11′ di cat su 130
171′ donna su 1462
2459′ su 8716 arrivati

Nella vita non contano i passi che fai o le scarpe che usi ma le impronte che lasci.

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