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Perché è ancora Monza Resegone


Pubblico con piacere un’articolo che oggi mi ha inviato Francesco Berrettarossa (“quello con la barba”) a proposito delle sue emozioni sulla Monza Resegone.
Non aggiungo altro, se non che personalmente condivido in pieno le sue parole, che credo riassumano una delle gare più strane e più amate (ed odiate) del panorama delle corse … Grazie Francesco !!!

Ovviamente tutti gli altri runner possono fare altrettanto, pubblicando le loro considerazioni

“Domenica 21 giugno 2015, tre del mattino circa. Sono in Capanna Alpinisti Monzesi, a ritroso ripercorro con la mente la mia decima Monza Resegone appena conclusa e mi chiedo perché mi ritrovo ancora qui a festeggiare con lo stesso entusiasmo di quella notte di giugno del 2005 in cui è iniziata l’avventura e perché sto già pensando alla prossima.

In questi momenti dovresti solo goderti il momento ma, siccome sono uno che ha il vizio di fare liste ed elenchi per qualsiasi cosa, mentalmente metto in fila tutte le possibili risposte ai miei perché:

  • Perché mi vengono ancora i brividi quando sotto l’Arengario sento chiamare il mio nome e, stretto ai miei compagni, salgo sul palco della partenza, ritrovandomi davanti due ali di folla festanti pronte ad abbracciarmi di li a pochi secondi;
  • Perché quando attraverso i vari paesini mi diverto ancora un casino a dare il cinque ai bambini lungo il percorso;
  • Perché aspetto un intero anno per vivere l’istante in cui, all’altezza di Arcore, percorrerò qualche metro di corsa con le mie bimbe;
  • Perché faccio ancora fatica a spiegare le sensazioni che si provano quando sui tornanti prima di Erve ti ritrovi la montagna a destra e il cielo stellato a sinistra che illumina lo strapiombo e all’improvviso passi da un silenzio irreale, spezzato solo dal suono del nostro respiro, alla confusione festante della piazza del comune;
  • Perché quando sul Pra di ratt metto giù le mani per arrampicarmi e le gambe iniziano a strillare dalla fatica sento davvero di essere fortunato ad essere li in quel momento;
  • Perché la birra in capanna con gli amici è sempre più buona di qualsiasi altra birra che ho mai bevuto;
  • Perché in fondo non me ne frega niente del tempo che ho fatto o del piazzamento e, qualsiasi cosa sia successa, l’importante è avercela fatta insieme;
  • Perché, quando scendo a recuperare la macchina ad Erve la mattina dopo, il Resegone visto da sotto, illuminato dalle prime luci dell’alba, è bellissimo;
  • Perché quando torno in auto verso Monza, lottando contro gli occhi che vorrebbero chiudersi per il sonno, mi ritrovo già a programmare l’edizione successiva e perché se qualcuno mi garantisse di poter correre altre 40 Monza Resegone in cambio della completa rinuncia a qualsiasi altra gara non avrei assolutamente alcun dubbio….. “

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