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La mia Turin Marathon

Per me questa era una maratona decisiva; dalle risposte che avrei ricevuto poteva essere l’ ultima o la speranza per continuare ancora.

Vigilia tranquilla e rilassante prima con la visita alla Mole Antonelliana, poi il pranzo con tante paste diverse tutte frammiste a sughi di pesce e crostacei, non proprio un pranzo da atleti ma tutto sommato abbastanza digeribile con sostanza di carboidrati e proteine nobili. Pomeriggio al ritiro pettorali, passeggiatina poi riposino quindi la cena sana e leggera.

Eccomi alla partenza in prima fila insieme a Paolo e Simone, subito dopo la gabbia dei “leoni” dove scodinzola Federico con i top runners. Foto di noi tre dal mio amico Barbieri di podisti.net. Inno di Mameli, sparo e via: parto ovviamente tranquillo molto circospetto e abbastanza caldo grazie al mio impermeabilino royal. Scorgo i nostri tifosi che ci incitano, però purtroppo sono dall’ altro lato della strada e quindi non mi vedono, peccato!

Primi chilometri con un occhio al cronometro e l’ altro al percorso e al fiume di runners che scorre impetuoso: lunghi rettilinei, qualche rotonda, asfalto molto buono e scorrevole; ottima la tenuta delle slick. Avevo stabilito un’ andatura al km fra i 5:20 e i 5:30 per una proiezione finale intorno alle 3h50′ ma in cuor mio dopo le deludenti prestazioni degli ultimi anni c’ era soprattutto la voglia e il desiderio di arrivare in fondo e arrivarci correndo.

Ad un certo punto intravedo Pasquale, lo punto, lo seguo per un pò a distanza e infine lo affianco e insieme percorriamo diversi km. Lungo il percorso ci sono molte postazioni di percussionisti, in genere sono batteristi e in alcune postazioni diverse batterie con più giovani musicisti a suonare: anche questa atmosfera aiuta psicologicamente il runner.

Ma ecco che ad un tratto compaiono i pallocini del “pace” delle 3h45′, due atleti uno dei quali vestito da capo indiano con le penne sul capo e i palloncini arancioni legati alla maglietta, conducono un folto gruppo di runners. Anch’io e Pasquale ci aggiungiamo al gruppo però la nostra andatura è un pò a fisarmonica forse anche perchè il pace non è molto regolare e personalmente sono anche un pò preoccupato di non tenere questo ritmo fino alla fine.

Finalmente attraversiamo qualche paese fra ali festanti di gente, majorettes e banda musicale che intona New York o altri ritmi molto “sound”.

Verso il 27-28^ km inizia la strada in leggera ma lunga salita, prima curvilinea poi diritta: finalmente verso il 32^ km inizia la discesa che nonostante sia poco pendente e abbastanza lunga io trovo più insidiosa della salita. Qui comincia la gara e deve entrare in gioco il cervello: massima concentrazione, spingersi con l’ obiettivo non a fine maratona ma solo verso i successivi prossimi km, prima il 35^ poi il 37^ e via via. Quando mancano 5 km all’ arrivo Io mi immagino di essere allo “0” del Parco di Monza, al “5” in prossimità del Saint George sono arrivato!

Nel frattempo ho perso Pasquale e il capo indiano, quindi significa che sto andando più veloce del pace ma devo stare molto controllato qualche problemino alla gamba qualche crampetto in agguato: modificare leggermente la postura, resettare la centralina, ultimo check up organi vitali e via verso il traguardo. Sono al 40^, mancano 2195 metri un’ infinità però sto bene, finora ho corso molto bene.

Allungo, postura eretta, 41^ è quasi fatta dai vai oggi è una giornata magnifica.

Sono in dirittura d’ arrivo, in spinta, corpo eretto ginocchio alto. Alla curva l’ incitamento dei nostri supporters: evviva braccio alzato di saluto e di determinazione. Rettilineo finale, breve accelerazione, braccio ancora alzato sul traguardo: 3h 41′ 44″ media 5:15’/km!

Bene così si conclude il mio quinquennio di categoria: dalla prossima gara che sarà a inizio 2012 sarò un MM65!! Triste? No. Ma come esserlo se nella testa ti senti di essere un MM40!!

Torniamo all’ inizio: per ora non smetto!

 

 

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