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MISSING IN ACTION – 52^ Monza Resegone

Sono profondamente dispiaciuto, ma purtroppo, devo uscire dal coro.

Ero convinto di dover fare la parte della pecora nera, della mosca bianca o forse sono solo l’eccezione che conferma la regola. Ma non è proprio così.

A distanza di 3 settimane dalla 52^ Monza Resegone, mi sono reso conto di non essere l’unico a lamentarsi.

A qualcuno sono sembrati inopportuni i costi di iscrizione (40 euro + 10 di cauzione chip) visti i servizi offerti: ma si sa che è una gara così. Difficile anche per questo: per l’impossibilità di usufruire di servizi “normali“ in altre circostanze. Avere pretese diverse necessiterebbe di una buona dose di coraggio.

Qualcun altro si è giustamente lamentato che sono mancati anche servizi minimali, come ristori sufficienti per tutti e adeguate segnalazioni per la sicurezza del percorso.

Ma non mi riferisco a tutto ciò.

Come molti altri concorrenti ero troppo impegnato a portare a termine dignitosamente questa mia prima impresa, per avere l’accortezza di notare certe “finezze” e normalmente sono di poche pretese. Abituato ad arrivare tra gli ultimi, è normale per me trovare la doccia fredda. Per una volta sapere di non trovarla affatto è stato un sollievo.

Chi si iscrive a questa gara sa bene a cosa va incontro. Sarebbe come iscriversi alla Parigi-Dakar e pretendere i medesimi servizi della Formula 1. La Monza Resegone è una gara che nasce dalla tradizione, che è rimasta ruvida forse come un tempo mantenendo ancora quell’ aspetto che definirei “ ruspante”. Forse sta proprio in questo la sua unicità.

Ognuno di noi ha una sua immagine della Monza Resegone, ma tutti indubbiamente sono affascinati dal suo mito, podisti e non.

Ognuno di noi, mai ne vorrebbe sentir parlare male; ma chi veramente le vuole bene, non può esimersi dal criticarne la gestione da parte dell’Organizzazione.

Probabilmente, questa volta e per eccessivo amore, si è voluto fare il passo più lungo della gamba. Dalle indicazioni regolamentari di poter accettare l’iscrizione di solo 200 terne (con diritto dell’Organizzazione di portarle a 230), si è arrivati alla partenza con ben 266 terne.

Visto l’esito, sconsiglierei agli Organizzatori di portare il numero delle terne a 300, come è stato ventilato per l’edizione 2013. A meno che, si voglia cedere il passo a qualche società meglio attrezzata.

Non sto certamente parlando della confusione in Capanna Monza: non si può pretendere l’accoglienza avuta all’arrivo di molte altre competizioni meglio gestite e più facilmente gestibili sul nostro territorio: non è questo il punto.

La confusione è stata proprio nella gestione della gara da parte dell’Organizzazione.

E questa potrebbe essere il substrato su cui è nato quello che definisco un furto nei confronti miei e dei miei due compagni, che come me si sono visti in classifica segnalati con la disonorante citazione  di “non classificati per transito irregolare ai passaggi crono” (= “Qualcuno ha fatto il furbetto” n.d.a).

 Una tale ignominia per colpa di un chip non perfettamente funzionante: ma non solo!

Non sarebbe la prima volta che ciò accade. In ogni gara, in caso di malfunzionamenti di sistemi automatici, è previsto si passi al controllo manuale. Se è previsto può succedere.

. Nel nostro caso anche un aggiustamento dei tempi di minuti, non avrebbe certo influito sul nostro risultato. Non ci saremmo lamentati per questo A noi importava arrivare dignitosamente al traguardo e poterci onorare di indossare la maglia con la scritta “Mi lu fada”.

La verifica del corretto passaggio della terna da parte del giudice di gara, dovrebbe considerarsi di maggior valore rispetto a quanto (non) rilevato dal sistema automatico cronometrico. Quindi se il giudice di gara non avesse rilevato il nostro passaggio, sarebbe dovuto intervenire. E invece durante i controlli, nessuna segnalazione. Anzi ci è sempre stato confermato il corretto passaggio della terna.

Ma per l’Organizzazione non è così. Rigidi in questa nuova visione tecnologica della Monza Resegone, trasgredendone lo spirito, si nega ogni altra prova testimoniale se non quella del rilievo cronometrico automatico.

E io che, pensando in una gara “ruspante”, volevo sistemare le cose con una bella stretta di mano, certo che i giudici di gara, tabulati alla mano, ci confermassero la nostra buona fede. Invece no. Se il chip non ha funzionato, non ci sei e basta.

Allora a cosa serve esporre correttamente il pettorale? Me lo devono ancora spiegare. Chissà cosa sarebbe successo se fossi passato da solo con i chip dei miei compagni in tasca? Perché fare tanta fatica? Il mio cane avrebbe potuto correre per me con i chip al collare. In mezzo a tanta gente, probabilmente non se ne sarebbe accorto nessuno.

Ma quale è il motivo di tale rigidità dell’Organizzazione? Ovvio, ci sono un sacco di tagliatori alla Monza Resegone: gente che prende il treno, chi l’autobus, chi l’automobile, chi il motorino e chi più sfortunato monta la canna di una bicicletta. Bisogna essere rigidi e inflessibili in questi casi. Non si può dare retta a tutti. Qualcuno, purtroppo, ne paga le conseguenze.

In realtà, sono solo due i “tagliatori” di questa 52^ Monza Resegone. Uno per la terna 244 – AVIS GALBIATE (che mi scuserà della citazione gratuita; vedi articolo su podisti. Net podisti.net 52^ Monza Resegone) e uno per la nostra terna 113 – CAI VILLASANTA.

E allora ? Non mi sembra possa essere questo il reale motivo. Ci deve essere qualcosa di più. A meno che siamo di fronte a qualche forma di delirio. Ma, lo escludo.

Gratta, gratta …. La verità è che, nonostante quanto sia previsto dai regolamenti FIDAL, per un qualche motivo che non immagino, i giudici di gara FIDAL erano presenti unicamente alla partenza. Mancavano quindi al controllo a sorpresa, al passaggio volante di Erve e dulcis in fundo all’arrivo a Capanna Monza. Dite che è proprio tutto regolare?

Il personale addetto al rilievo dei passaggi da parte del direttore di Gara, era personale della società organizzatrice e con quale preparazione non si sa. Difficile quindi pensare che potesse avere competenze per “omologare” il passaggio di atleti con chip difettoso.

Di essere poco competenti ne erano probabilmente a conoscenza loro stessi, tanto che i tabulati con la registrazione dei passaggi, non sono stati consegnati al Direttore di Gara, ma abbandonati e da me, fortunosamente ritrovati. Chi ne volesse una copia, mi segnali la mail che glieli mando.

Ne ho mandata una anche al Direttore di Gara, che ha preferito fare spallucce. Giuro di non avergli chiesto rimborsi. Mi ha negato di qualsiasi risposta, forse pensando di mettere tutto a tacere? “E’ solo uno su 266 che si lamenta. Statisticamente irrilevante.”

Forte del mio 0,38% di rappresentanza (ho la delega dei miei compagni) dico che è giusto che si sappia da chi e come è gestita questa competizione, che non si merita di questi sotterfugi.

Spero che gli scheletri negli armadi siano finiti qui. Non oso pensare ad altre manchevolezze su cose molto più serie, tipo assicurazione e supporto medico.

Della cosa è stata data segnalazione in FIDAL. Sono fiducioso che vorranno lavorare con coscienza e rispetto per tutti quelli che credono nello spirito della MONZA RESEGONE.

Avrei dovuto accettare il verdetto più sportivamente? Senz’altro se avessi avuto la certezza che le regole fossero state rispettate fino in fondo. Sportivamente si accetta una sconfitta, un ritiro, un infortunio. Amaramente si accetta una squalifica con tali motivazioni.

Senza dubbio avrei preferito scrivere, un articolo come ne ho letti tanti e  che condivido al 100%, parlando delle mie emozioni, della mia prima volta, dell’ascesa al podio di partenza, della discesina al via che sembra un toboga al Luna Park, della gente esultante, dei paesi in festa, della fatica, del sudore, della crisi, del buio, della visione impareggiabile delle luci sul Pra’ di Ratt, del sostegno dei compagni, dell’abbraccio all’arrivo. Ma purtroppo sono costretto a raccontarvi questa mia storia, che è però solo la seconda parte di questa mia esperienza: quella dopo la pubblicazione della classifica. Nella prima parte ho provato che è tutto vero: il mito esiste e la gara non finisce all’arrivo ma continua e ti rimane dentro. Quelle emozioni le ho provate veramente e rimangono tutte in me: le riprovo ogni volta che ci penso. Almeno queste non me le può rubare nessuno.

VIVA LA MONZA RESEGONE.

Mi lu fada

…anca se te me minga vist.

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  • 15 Luglio 2012 alle 8:09 pm - Marco Ciccone.

    Caro Luca,
    innanzittutto (se può bastare) tutta la mia solidarietà e l’invito a continuare questa “battaglia” di moralità.
    Sappi che io in tempi non sospetti già paventavo l’incapacità, la sufficienza, l’ineguatezza della SAM nell’organizzare una gara simile.
    Sono ormai 2 anni che espongono un regolamento che poi disattendono (che biglietto da visita eh…).
    E’ vero, la gara è stupenda, io andavo sin da piccolo a vedere le partenze dal centro di monza, per cui è una corsa che mi rimarrà sempre nel cuore … però “questi” rischiano di rovinarla
    Ciao, sappi che “io ti ho visto …”

  • 16 Luglio 2012 alle 7:34 am - Christian Mandelli.

    Scrivo per dare tutta la mia solidarieta’ a Luca. Ero sul percorso della Monza-Resegone in quanto offrivo la mia assitenza alla terna RATTI-CUNEGATTI-VILLA e ho potuto vedere con i miei occhi i passaggi della terna di Luca fino al controllo del 33esimo km, per intenderci quello situato dopo l’ultima scalinata; fino a quel punto i tre componenti della squadra erano uniti e in vantaggio sui tempi limite di passaggio. Dubito quindi che nel giro di 3 km uno dei tre possa essere scomparso per poi riapparire subito dopo il controllo di ERVE.
    A dimostrazione che i Chip non sono infallibili, volevo portare la mia esperienza a un trail che ho disputato nel mese di Maggio 2012 dove dopo aver passato regolarmente tutti i controlli il mio chip non ha segnalato il mio passaggio sotto lo striscione d’arrivo. Sono stato comunque messo in classifica, senza nessun tipo di mio reclamo, in quanto l’addetto al controllo manuale aveva regolarmente registrato il mio passaggio all’arrivo. Quanto detto e’ solo per dimostrare come anche la tecnologia piu’ affidabile possa andare in crisi a volte.
    Quello che non si capisce e’ la rigidita’ della Societa’ Alpinisti Monzesi nel non accettare nessuna prova documentale portata dalle terne escluse.

  • 17 Luglio 2012 alle 5:56 pm - Enzo Locati.

    Ciao Luca hai tutta la mia solidarietà, purtroppo la MR, da gara locale ha cercato di salire di livello anche con la “sponsorizzazione” della Fidal, ma
    i dirigenti sono rimasti dei dilettanti, tra l’altro senza nessuna voglia di
    migliorare.

    Enzo