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La 100km del Passatore

Ad una settimana dal Passatore provo a mettere insieme tutte le immagini, le emozioni e le sensazioni provate durante il percorso, emozioni che mi hanno fatto vivere questi sette giorni come su una nuvola, eterea nonostante i dolori alle gambe, con i pensieri che vagano e ripercorrono quei 100km nonostante gli impegni familiari e lavorativi. Può accadere qualsiasi cosa in questa settimana ma non interessa, tutto scivola via perché la cosa più importante è aver portato a termine questo lungo viaggio con i miei grandi amici Danilo e Max, un viaggio che ti lascia sensazioni indescrivibili.

In questo stato di semi incoscienza le immagini di quelle ore si fanno vive e ti trovi a sorridere da sola, a perderti con lo sguardo nel vuoto o a non ascoltare chi ti sta parlando perché tu sei ancora lì, nella bella Piazza del Duomo di Firenze con altri 3000 partecipanti con un sogno in comune: quello di giungere a Faenza nell’incoscienza di una prima volta o nella consapevolezza di quello che ti aspetterà.

Ti senti come su una ruota panoramica sulla quale ti lasci dondolare, chiudi gli occhi, e, mentre a terra la vita scorre veloce e frenetica, tu coi pensieri sei ancora sulla salita per Fiesole col caldo torrido che ti induce a fermarti a dissetarti ad ogni fontanella, a rinfrescarti ad ogni canna dell’acqua incontrata sulla strada o ad approfittare di una doccia estemporanea messa a disposizione dal Sig. Pierino, proprietario della macelleria a Borgo San Lorenzo.

Mentre guidi per andare al lavoro non ti interessano il traffico, il caos e i rallentamenti, la settimana che segue la 100km del Passatore mentre guidi pensi ancora a quanto era bello il paesaggio collinare toscano con i prati fioriti,  i casolari in pietra, i borghi medievali, gioiello e vanto della nostra bella Italia, borghi gremiti di persone che applaudono al nostro passaggio… scatta il verde e tu sei ancora lì fermo inebetito dal ricordo del rosso tramonto dietro le verdi colline, ti senti suonare ma non ti scomponi, no che non ti scomponi perché tutto scivola via  in questa settimana.

Scende la sera e tu pensi a preparare la cena, apri il frigo e lo sguardo si perde sui tornanti della Colla: è il 40’ km, la temperatura si mitiga, la luce del giorno si affievolisce accompagnando così l’ingresso delle sfumature rossastre della sera. E noi tornante dopo tornante, km dopo km, conquistiamo faticosamente il Passo della Colla, è ormai buio…..sento una porta chiudersi dentro di me che mi fa sobbalzare risvegliandomi dal sogno ad occhi aperti: è mio marito che torna a casa dal lavoro affamato, mi chiede cosa si mangia per cena, mi volto e con lo sguardo assorto e imbambolato gli rispondo che non lo so, quella sera si mangerà più tardi.

Fatico ad addormentarmi per i ricordi che scorrono lungo quei 20km che dalla Colla scendono verso Casaglia e Marradi, il silenzio della notte spezzato solo dai grilli e da qualche uccellino insonne, il buio della notte illuminato da una luna quasi piena e dal cielo stellato, i borghi addormentati per l’ora ormai tarda, le postazioni di ristoro con i tanti volontari che ci accolgono sempre col loro calore e affetto offrendoci brodo caldo, caffè, te zuccherato, pane e marmellata fino alla piada con la mortadella. Max si attarda per un problema ad un piede. E noi sempre di corsa in un silenzio quasi sacro, meditativo…. 

Non riesco a prendere sonno e mi giro nel letto ripensando a quegli ultimi 30km, i più duri, i più sofferti, quelli che, i giorni precedenti la gara, sono stati il mio chiodo fisso, “Il Passatore inizia al 70’ km” mi ripetevo,  mi rigiro nel letto e ripenso alla sorpresa che mi hanno fatto mio marito e mia figlia venendomi incontro in moto verso l’80’ km, quale gioia vedermeli davanti agli occhi! “mamma ci vediamo tra poco!” È una boccata di ossigeno, un’iniezione di adrenalina! Giunti fino a questo punto non si può più mollare, Faenza ci aspetta e noi taglieremo il traguardo!

Grazie a Danilo non mollo un istante, nonostante il dolore profondo alle gambe procediamo di corsa gli ultimi km che ci dividono dall’arrivo, brevi tratti a passo di marcia solo per cambiare ritmo alle gambe e farle ossigenare. Sul lungo rettilineo che ci divide da Faenza i primi bagliori di un nuovo giorno appaiono in lontananza. Ultimo ristoro al 95’ km solo per prender fiato e via verso quelle luci che si fanno sempre più prossime mentre le gambe fanno sempre più male. Entriamo in Faenza e la sensazione è di una città in festa, che non abbia chiuso occhio tutta la notte per accogliere e applaudire i finishers. I bar aperti, la gente a piedi o in bicicletta che percorre in senso opposto gli ultimi metri per andare incontro agli amici che stanno giungendo all’arrivo. Mancano pochi minuti alle 5:00 ed entriamo nella bella P.zza del Popolo dove ad aspettarci c’è Tiziana e tanta tanta gente, ci prendiamo per mano e tagliamo la linea del traguardo! 

Max conclude circa un quarto d’ora dopo di noi.

Il nostro viaggio durato 13h:56’ finisce qui……finalmente prendo sonno e mi addormento. Domani è un altro giorno e la vita veloce e frenetica mi aspetta.

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