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Un commiato lungo un anno

Per una volta non scrivo di crono di gare, ma riporto un mio articolo che è stato pubblicato già sul sito degli Organizzatori della Monza Resegone (www.alpinistimonzesi.it). Buona Lettura …

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Sono già diversi anni che penso di scrivere i miei ricordi più belli della Resegone  e, ora che ho tagliato il simbolico traguardo delle 10 edizioni (tutte concluse), provo a mettere insieme il puzzle delle emozioni.  

Il primo ricordo che affiora in ordine di tempo è senz’altro la coda sulle scale …  Sì, perché fino a non tanto tempo fa bisognava compilare a mano tutta la documentazione, e presentarsi il giorno prestabilito in SAM per finalizzare l’iscrizione con la propria terna al completo.

In un mondo ormai totalmente digitalizzato, questo può sembrare fuori da ogni concezione logica, ma ammetto che anche questa attesa era parte integrante dei Riti della Corsa :  le lunghe chiacchierate con le persone che affollavano la Sede, la speranza di avere tutti i documenti a posto per non tornare e rifare tutto da capo, la birra con gli amici finito tutto…  

E poi … il fascino di una gara “cazzuta”, senza eguali, piena di una infinità di incognite e di imprevisti.  

Da quando corro per l’Atl.Club Villasanta la frase che ricorre più spesso non è SE corri la Resegone quest’anno, ma CON CHI corri la Resegone quest’anno.

Le squadre si formano già a dicembre, e per tutti i mesi successivi è un susseguirsi di allenamenti insieme, sfottò tra amici, fatiche condivise, impegni familiari disdetti per l’allenamento più importante da fare con la terna… non c’è un’altra gara con la stessa dedizione.  

Per chi vive a Villasanta è più facile, in gara basta arrivare all’incrocio con il negozio di Michele per rendersene conto.

E’ come entrare in uno stadio, e se in più ti riconoscono con la divisa ACV gli incitamenti sono più fragorosi.

Da tradizione qui c’è la mia famiglia ad aspettarmi, e ora che mio figlio corre con me un centinaio di metri, attraversare il centro storico è come volare sulle ali dell’entusiasmo.  

Il resto della corsa è una lunga attesa per arrivare alla diga di Olginate, il pensiero che “bisogna tenere”, perche lì “inizia la gara”, lì incomincia il buio delle scalette.

Sì il buio è il fattore che accomuna e lega il resto dei miei ricordi : i momenti in cui sei solo con te stesso, il respiro dei compagni, l’incitamento verso quello in difficoltà e poi finalmente le luci Erve e le urla di incitamento che ti fanno rinascere.

Pochi momenti perché poi al ponticello torna il buio, la solitudine e lo sguardo fisso ai propri piedi, il resto sparisce … c’è la Montagna, quella con la M maiuscola, per il dovuto rispetto che si ha per essa.

Del Prà di Ratt ho letto e commentato di tutto, ma a me piace ricordare una frase, o meglio una risposta, quella che dai al Personale di Servizio appostato a pochi metri dal Forcellino : “Pettorale?” e tu con tutta la forza che hai in corpo scandisci “due-due-uno, terna completa!”.

E’ una Liberazione, perché sai che quella frase verrà ripetuta via radio fino ai radioamatori su in rifugio, sai che anticiperà il tuo arrivo, sai che ormai è andata….  

Ma gli anni passano e il mio ginocchio ormai dà segnali inequivocabili … l’obiettivo della stella dei 10 traguardi è raggiunto, ora è tempo di passare la mano alle nuove generazioni.

Per me il 22.06.2019 è stata l’ultima Resegone, è dura ammetterlo, ma è arrivata l’ora … stop Arengario, Calolzio, Erve, Capanna …stop.  

Sarà difficile andare solo ad applaudire i passaggi degli altri, ma è tempo che ciò accada.

Terrò per me i ricordi e le sudatissime medaglie di questi anni  

Grazie Monza – Resegone, sarò x sempre in debito…

 

 

PS. Importante.

Ho messo in ordine i miei pensieri appena tornato dalla Capanna, consapevole però che il calendario parla chiaro.

L’anno prossimo sarà la 60esima edizione!!!

E allora ti chiedi … vorrai mica non farla ? vorrai mica andartene senza arrivare in Capanna a salutare Paolo e Mario ?

Chissà come la prenderebbero …

E sì allora, il mio ginocchio capirà … ho deciso: l’anno prossima sarà la mia ultima Resegone.

Mi concedo giusto il tempo per abituarmi all’idea di lasciare, sarà quindi un bellissimo lungo anno di commiato.

Si ricomincia : a dicembre si decide la terna, poi gli allenamenti, gli sfottò con gli amici, le tattiche di gara … mi sento ancora bene. 

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